Spesometro: arriva l’Alert del fisco per differenze tra dichiarato e trasmesso

In base all’articolo 21 del Decreto legge 78/2010 “I titolari di partita Iva per i quali sono emerse differenze tra il volume d’affari dichiarato per il periodo d’imposta 2017 e l’importo delle operazioni trasmesse all’Agenzia delle Entrate con lo spesometro riceveranno un’apposita comunicazione”.

Questo è quanto si legge su Fisco Oggi, la rivista telematica dell’Amministrazione finanziaria. In questo modo, i contribuenti avvisati potranno verificare la correttezza dei rilievi effettuati, ed eventualmente, procedere alla regolarizzazione o chiedere ulteriori informazioni e chiarimenti.

“Consultare il dettaglio delle informazioni dalle quali emerge l’anomalia”

Il contribuente che si trovi ad avere un volume d’affari discordante con le informazioni in possesso dell’Agenzia delle Entrate, quindi, riceverà un Alert in cui, oltre ai suoi dati anagrafici e quelli identificativi dell’atto, verrà riportato “il totale delle operazioni comunicate dai suoi clienti titolari di partita Iva e di quelle effettuate nei confronti di consumatori finali comunicate dal contribuente stesso”.

Nella lettera “ci saranno anche tutte le istruzioni per consultare il dettaglio delle informazioni dalle quali emerge l’anomalia”, spiega l’Agenzia.

Attraverso le informazioni sugli scostamenti il contribuente potrà quindi verificarne la correttezza, e segnalare all’Amministrazione finanziaria eventuali elementi, fatti e circostanze sconosciute alla stessa, in grado di giustificare l’anomalia.

La comunicazione arriva per posta elettronica certificata o per posta ordinaria

La comunicazione arriva tramite posta elettronica certificata (Pec), riporta Adnkronos, oppure, in mancanza di un indirizzo Pec attivo, per posta ordinaria.

Con il provvedimento 517020/2018, l’Agenzia delle Entrate ha fissato, inoltre, anche le modalità di condivisione dei dati, dai quali risulterebbe l’omessa dichiarazione, totale o parziale, del volume d’affari conseguito nel 2017, con la Guardia di Finanza e i contribuenti interessati. Nello stesso documento viene indicata anche la modalità per regolarizzare la situazione o chiedere ulteriori informazioni e chiarimenti.

Se il Fisco ha ragione basta ravvedersi

I dati contenuti nella mail possono essere consultati anche nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate riservata al proprio Cassetto fiscale, e sul portale Fatture e corrispettivi, che contiene tutte le informazioni identificative della dichiarazione Iva contestata, e tutte le operazioni e gli importi rilevanti ai fini dell’anomalia evidenziata.

Nel caso in cui il Fisco avesse ragione, per regolarizzare la propria posizione basta ravvedersi. Ogni contribuente, infatti, verificata la propria situazione, può regolarizzare eventuali omissioni o errori avvalendosi del ravvedimento operoso (articolo 13, Dlgs 472/1997), ricorda l’Amministrazione, che prevede uno sconto sulle sanzioni in ragione del tempo trascorso dalla violazione.

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