Maxi blitz contro le tv pirata. Multe fino a 25.000 euro

Smantellare e oscurare il fenomeno delle IPTV (Internet Protocol Television), le tv pirata online, che convertendo il segnale analogico della pay tv lo trasforma illegalmente in segnale web-digitale. È l’obiettivo di Eclissi, la maxi operazione internazionale condotta dalla Polizia di Stato, con il coordinamento della procura di Roma e dalle Agenzie europee Eurojust ed Europol. Un’indagine tecnico informatica sulla diffusione dei segnali in streaming effettuato dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni ha consentito infatti di individuare le sorgenti estere dalle quali parte il segnale “pirata”. Risultano indagate 23 persone.  In seguito alle indagini inoltre è stato arrestato a Salonicco Christos Papaoikonomu, il creatore e gestore di Xtream Codes. Papaoikonomu è stato trovato in possesso di oltre 110.000 euro in contanti, criptovalute e diverse centrali.

In Italia 5 milioni di utenti

Sky, Dazn, Mediaset, Netflix, Infinity e tante altre tv a pagamento: il tutto in cambio di 12 euro al mese. Si tratta di un business da 60 milioni di euro quello stroncato con l’operazione internazionale che ha consentito alla Guardia di finanza di individuare e disattivare Xtream Codes, la piattaforma internazionale di IPTV più diffusa tra i pirati informatici. Le persone coinvolte sono circa 5 milioni di utenti solo in Italia, per un volume di affari stimato di oltre 2 milioni di euro al mese. Inoltre rischiano di essere iscritti sul registro degli indagati anche i cittadini che hanno acquistato illegalmente i pacchetti di Pay Tv pirata. Che rischiano da sei mesi a 3 anni di reclusione e la multa fino a 25.822 euro.

Una fitta rete commerciale, diffusa su tutto il territorio nazionale

La piattaforma Xtream Codes “consente agevolmente la trasformazione in dati informatici dei flussi audiovisivi protetti da copyright – spiega il colonnello Giovanni Reccia, comandante del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche -. I membri dell’organizzazione, predisponevano e gestivano all’estero spazi informatici attraverso i quali ritrasmettevano i segnali su larga scala, anche in Italia. Una fitta rete commerciale, diffusa su tutto il territorio nazionale e con basi per lo più in Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia”.

Sequestrati 197 rapporti finanziari tra account paypal, postepay e conti corrente
Le indagini sono partite nel 2017 dal monitoraggio di una serie di siti che offrivano pacchetti illegali di abbonamento a pay tv. Dagli indirizzi Ip si è risaliti a una organizzazione complessa, che attraverso centinaia di server distribuiti in diversi Paesi e la decodifica del segnale, offriva agli utenti finali una vastissima scelta di programmi.

Oltre alle vere e proprie centrali adibite alla divulgazione abusiva del segnale sono state sequestrati 197 rapporti finanziari tra account paypal, postepay e conti corrente. Nei confronti dei responsabili dell’organizzazione si procede per associazione a delinquere finalizzata alla riproduzione e co

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