Archivio Categoria: Consigli

Maxi blitz contro le tv pirata. Multe fino a 25.000 euro

Smantellare e oscurare il fenomeno delle IPTV (Internet Protocol Television), le tv pirata online, che convertendo il segnale analogico della pay tv lo trasforma illegalmente in segnale web-digitale. È l’obiettivo di Eclissi, la maxi operazione internazionale condotta dalla Polizia di Stato, con il coordinamento della procura di Roma e dalle Agenzie europee Eurojust ed Europol. Un’indagine tecnico informatica sulla diffusione dei segnali in streaming effettuato dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni ha consentito infatti di individuare le sorgenti estere dalle quali parte il segnale “pirata”. Risultano indagate 23 persone.  In seguito alle indagini inoltre è stato arrestato a Salonicco Christos Papaoikonomu, il creatore e gestore di Xtream Codes. Papaoikonomu è stato trovato in possesso di oltre 110.000 euro in contanti, criptovalute e diverse centrali.

In Italia 5 milioni di utenti

Sky, Dazn, Mediaset, Netflix, Infinity e tante altre tv a pagamento: il tutto in cambio di 12 euro al mese. Si tratta di un business da 60 milioni di euro quello stroncato con l’operazione internazionale che ha consentito alla Guardia di finanza di individuare e disattivare Xtream Codes, la piattaforma internazionale di IPTV più diffusa tra i pirati informatici. Le persone coinvolte sono circa 5 milioni di utenti solo in Italia, per un volume di affari stimato di oltre 2 milioni di euro al mese. Inoltre rischiano di essere iscritti sul registro degli indagati anche i cittadini che hanno acquistato illegalmente i pacchetti di Pay Tv pirata. Che rischiano da sei mesi a 3 anni di reclusione e la multa fino a 25.822 euro.

Una fitta rete commerciale, diffusa su tutto il territorio nazionale

La piattaforma Xtream Codes “consente agevolmente la trasformazione in dati informatici dei flussi audiovisivi protetti da copyright – spiega il colonnello Giovanni Reccia, comandante del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche -. I membri dell’organizzazione, predisponevano e gestivano all’estero spazi informatici attraverso i quali ritrasmettevano i segnali su larga scala, anche in Italia. Una fitta rete commerciale, diffusa su tutto il territorio nazionale e con basi per lo più in Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia”.

Sequestrati 197 rapporti finanziari tra account paypal, postepay e conti corrente
Le indagini sono partite nel 2017 dal monitoraggio di una serie di siti che offrivano pacchetti illegali di abbonamento a pay tv. Dagli indirizzi Ip si è risaliti a una organizzazione complessa, che attraverso centinaia di server distribuiti in diversi Paesi e la decodifica del segnale, offriva agli utenti finali una vastissima scelta di programmi.

Oltre alle vere e proprie centrali adibite alla divulgazione abusiva del segnale sono state sequestrati 197 rapporti finanziari tra account paypal, postepay e conti corrente. Nei confronti dei responsabili dell’organizzazione si procede per associazione a delinquere finalizzata alla riproduzione e co

Cinque mosse per affrontare il post vacanze

Il ritorno al solito tran tran quotidiano, dopo le vacanze estive, può essere un vero e proprio trauma. Il suono della sveglia, l’ufficio, i viaggi in macchina o sui mezzi pubblici per raggiungere il luogo di lavoro, gli orari imposti… addio libertà e spensieratezza. Per una gran parte degli italiani la fine delle ferie rappresenta un momento di profonda tristezza che ha un nome, la sindrome da rientro. Per affrontare questo periodo con maggiore serenità, e tornare alla propria routine conservando tutti i benefici conquistati nelle vacanze, il portale PontoPro suggerisce una serie di strategie da adottare per conservare la serenità e il buonumore. Ecco i cinque consigli per un rientro soft.

Poco alla volta

Tornare di colpo alla routine quotidiana può essere davvero scioccante e generare effetti negativi. E’ meglio prepararsi in anticipo, quando si è ancora in villeggiatura, magari iniziando qualche giorno prima a reimpostare la sveglia sugli orari lavorativi, e soprattutto lasciandosi almeno uno o due giorni “cuscinetto” a casa propria prima di affrontare l’ufficio.

Organizzazione innanzitutto

L’organizzazione è amica della serenità. Anche per quanto riguarda il lavoro, è bene stilare una to do list così da saper riconoscere le priorità da affrontare e i compiti più urgenti da sbrigare. In questo modo, si avrà immediatamente chiaro cosa dovrà essere svolto subito e cosa invece potrebbe essere posticipato. Un minimo di organizzazione consente di ridurre sensibilmente lo stress.

Programmi positivi

Per allontanare la nostalgia delle vacanze, è utile programmare una serie di attività piacevoli che consentano di sentirsi ancora un po’ in vacanza. Finché il meteo lo consente, è opportuno organizzare qualche gita nei weekend, così come appuntamenti sociali con gli amici. Via libera anche a nuovi progetti e corsi stimolanti.

Attività fisica

Il movimento è amico del buonumore. Proseguire con l’attività fisica, meglio se all’aria aperta finché possibile, è un toccasana per il corpo e per la mente.

Benessere a tavola

Al fianco di una buona attività fisica, è sicuramente necessaria anche una sana alimentazione. Fare il pieno di energie e vitamine: il pesce azzurro con il suo Omega 3 e la frutta di stagione, come l’uva, ricca di melatonina, sono cibi preziosissimi per fronteggiare la sindrome da rientro.

Insomma, prendersi cura di se stessi, programmare appuntamenti piacevoli e soprattutto non farsi prendere dall’ansia grazie a una buona organizzazione sono i segreti per prolungare i benefici delle vacanze per tutto l’arco dell’anno.

Facebook e Google non ascoltano le nostre telefonate, non ne hanno bisogno

La convinzione che i nostri smartphone “ascoltino” ciò di cui parliamo è infondata, nonostante spesso accada che una pubblicità correlata all’argomento della nostra conversazione all’improvviso ci venga mostrata su Facebook o Instagram. Ed è una sensazione nota quella di pensare che in qualche modo il microfono del nostro smartphone abbia trasmesso un’informazione, trasformata poi in un contenuto sponsorizzato. Ma non è così, di fatto il tracciamento della nostre vite digitali dice tutto di noi, e Facebook, Instagram  e Google non hanno bisogno di ascoltare le nostre telefonate.

I fornitori di servizi online dispongono già dei nostri dati

Che le cose stanno proprio così lo ha ricordato anche Tristan Harris, co-fondatore del Center for Human Technology, ed ex responsabile dell’etica dei prodotti Google. Con la quantità di dati di cui dispongono i fornitori di servizi online, social e motori di ricerca non hanno affatto bisogno di ascoltare quello che diciamo. Al loro interno, spiega Harris, i server di Google o Facebook funzionano “come una piccola bambola Voodoo” che replica la nostra identità digitale. Clic col mouse, soste nella lettura di un articolo, visualizzazione di un punto preciso di una pagina, fotografie che guardiamo, profili che cerchiamo, sono dati che vanno ad alimentare l’identità del nostro alter-ego. La bambola Voodoo che, come dice Harris, intrisa di informazioni sul nostro comportamento, “si comporta sempre di più come l’utente reale”.

Lo stesso meccanismo che da sempre costituisce il business dei servizi gratuiti

Quello che avviene è una simulazione basata su modelli statistici e sulla proiezione digitale dei nostri bisogni fisici. In questo modo tutto ciò che società come Google e Facebook devono fare è “simulare la conversazione che la bambola Voodoo sta avendo, così ne conoscono il contenuto senza dover accedere al microfono”.

Perfezionato costantemente per anni il meccanismo è lo stesso che da sempre costituisce il business principale delle realtà che offrono servizi apparentemente gratuiti, ma che in realtà vengono ampiamente ripagati dai dati che cediamo loro. Una magia che si consuma all’interno dei database di miliardi di informazioni che cediamo volontariamente in cambio dell’utilizzo di funzioni per le quali non è richiesto un pagamento in denaro.

Non c’è un complotto per carpire in modo fraudolento informazioni

Nel suo discorso, Tristan Harris fa riferimento in particolare all’analisi forense dei dati. Le analisi forensi consentono infatti di analizzare il contenuto delle informazioni che vengono trasmesse, oltre ad accertare quando e come il microfono venga attivato. Grazie a questo tipo di controlli, svolti da giornalisti, centri di ricerca e organizzazioni per i diritti digitali di tutto il mondo, sarebbe pressoché impossibile che un’app acceda senza autorizzazione al microfono degli smartphone senza che qualcuno se ne accorga (per non parlare dell’incremento del consumo di batteria). Tutti elementi, riporta Agi, che dovrebbero convincere del fatto che non c’è un complotto per carpire in modo fraudolento informazioni. In realtà, noi già le forniamo alle aziende in modo spontaneo.

 

“Mangiar male uccide più del fumo”

La conclusione di uno studio pubblicato su The Lancet, definito l’analisi più completa degli effetti della dieta sulla salute, è lapidaria: mangiare male uccide più del fumo, della pressione alta e di qualunque altro fattore di rischio. A livello globale infatti una morte su 5 è riconducibile a un’alimentazione scorretta, ovvero povera di cibi alleati della salute, come i cereali integrali e i vegetali, e ricca di ingredienti poco sani, come sale e bevande zuccherate. Secondo lo studio, a cui hanno contribuito oltre 130 scienziati di quasi 40 Paesi del mondo, un quinto dei decessi potrebbe essere evitato adottando una dieta salutare. Che per gli esperti avrebbe l’impatto di un farmaco blockbuster.

“Siamo quello che mangiamo”

“Tutti noi siamo quello che mangiamo – sottolinea il coordinatore dello studio Ashkan Afshin, dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) dell’università di Washington (Usa) -. e il rischio riguarda trasversalmente persone diverse per età, sesso e status economico”.

Nel 2017 un regime alimentare sbagliato è stato responsabile di 10,9 milioni di morti (contro gli 8 milioni di decessi associati al tabacco e i 10,4 milioni da ipertensione), pari al 22% delle morti registrate Una dieta scorretta inoltre è risultata complessivamente responsabile di 255 milioni di anni persi per morte prematura determinata da una patologia, o perché vissuti con disabilità (Dalys).

Nel 2017 l’Egitto ha riportato il più alto tasso di decessi legati all’alimentazione 

Tra i 20 Paesi più popolosi del pianeta nel 2017 è stato l’Egitto a riportare il più alto tasso di decessi legati all’alimentazione e il numero maggiore di Dalys, mentre all’estremo opposto c’è il Giappone. Ma benché l’effetto dei singoli fattori dietetici sia variabile da un Paese all’altro sono 3 le abitudini che coprono più della metà dei decessi associati a una cattiva alimentazione e 2 terzi (66%) dei Dalys: basso apporto di cereali integrali, poca frutta, alto consumo di sodio. L’altra metà delle morti e il 34% dei Dalys vengono invece ricondotti a un elevato consumo di carne rossa, carni lavorate, bibite zuccherate e acidi grassi trans. In altre parole, commenta Afshin, “stiamo evidenziando che ‘pesa’ di più mangiare pochi cibi sani che consumarne tanti malsani”.

Un appello alle Istituzioni e all’industria

Oltre che ai singoli, però, l’appello di Afshin è rivolto anche alle Istituzioni e al mondo dell’industria: “le politiche dietetiche focalizzate sulla promozione di una dieta sana possono ottenere più benefici rispetto a quelle che si concentrano sulla lotta ai cibi a rischio. E c’è un bisogno urgente e impellente di cambiamenti a vari stadi del ciclo di produzione alimentare, dalla coltivazione alla lavorazione, dall’imballaggio al marketing”.

E Walter Willett, docente di Harvard e co-autore del lavoro, aggiunge: “l’adozione di diete che privilegiano cibi a base di soia, fagioli e altre fonti di proteine vegetali potranno avere importanti benefici per la salute sia umana sia dell’ambiente”.

Mangiare pasta di sera combatte l’insonnia, e non ingrassa

Quasi 12 milioni di italiani non mangiano la pasta di sera per paura di ingrassare o di compromettere il sonno. Uno studio del Brigham and Women Hospital di Boston pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Public Health smentisce però questa convinzione. Mangiare pasta a cena rilassa, migliora il riposo notturno, e non fa ingrassare. Anzi, fa dimagrire. Una buona notizia per i 27 milioni di italiani che soffrono di disturbi del sonno. Lo studio dimostra infatti che la pastasciutta può essere consumata nelle ultime ore del giorno, soprattutto se siamo stressati e soffriamo d’insonnia. Questo, grazie alla presenza di Triptofano e Vitamine del gruppo B.

I Millennials non rinunciano alla cena con spaghettata tra amici

Se il 99% degli italiani mangia la pasta per il 65% dei consumi la pasta viene mangiata a pranzo, mentre solo il 35% si concentra a cena, riferisce Askanews. Inoltre, circa 11,6 milioni di italiani non mangiano mai la pasta a cena, mentre solo 3,8 milioni rinunciano alla carne, e 6,7 milioni dicono di no al pesce nell’ultimo pasto della giornata. Controcorrente i Millennials: per il 39% degli under 35 la spaghettata è un elemento irrinunciabile di una cena tra amici. E una quota significativa dei giovani del Sud (il 20%, soprattutto maschi) fa spesso il bis, portandola in tavola sia a pranzo sia a cena almeno 5 volte a settimana.

Triptofano, melatonina, e vitamine del gruppo B

La pasta è un’ottima alleata anche di sera, quindi, soprattutto se siamo stressati o soffriamo d’insonnia. “Il consumo di pasta favorisce la sintesi di insulina che, a sua volta, facilita l’assorbimento di triptofano, l’aminoacido precursore della serotonina, che regola l’umore, e della melatonina, che orienta il ritmo del sonno – commenta Luca Piretta, nutrizionista e gastroenterologo, membro del consiglio direttivo della società italiana di scienze dell’alimentazione (S.I.S.A) -. Inoltre, le vitamine del gruppo B, presenti in quantità maggiore nella pasta integrale, implicano il rilassamento muscolare; soprattutto la B1, fondamentale per il sistema nervoso centrale, stimola la produzione di serotonina”.

Via libera quindi agli spaghetti di mezzanotte, un rito nato 40 anni fa, e tornato in auge grazie alla generazione under 35 e agli chef.

Masticare lentamente stimola i recettori che agiscono sul senso di sazietà

Sarebbe anche un’altra la ragione del potere ipnoinducente della pasta. Masticare lentamente e accuratamente stimola i recettori che agiscono sul senso di sazietà, riducendo quel senso di fame che ci porta a introdurre altro cibo.

“La masticazione è la prima fase della digestione. Frantumare il cibo in pezzi più piccoli fa sì che sia più esposto alla saliva, fondamentale per il metabolismo e più facile da digerire”, spiega Piretta. E nel caso della pasta, quella italiana è lavorata in modo tale da mantenere la tenuta al dente, consistenza che la rende più resistente alla masticazione e quindi più digeribile.

Arriva il dizionario 4.0 per le imprese digitali

Arriva il dizionario 4.0, un vademecum sulle parole chiave dell’innovazione pensato per le imprese che vogliono conoscere come funzionano le nuove tecnologie, e come utilizzarle. Dall’advanced HMI al cloud computing alla cybersecurity fino alle wearable technologies, il dizionario 4.0 è lo strumento promosso dal Punto Impresa Digitale della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi con l’obiettivo di coinvolgere le imprese in un percorso di crescita e approfondimento digitale. Non solo linguaggio, quindi, ma anche servizi gratuiti per la trasformazione digitale delle realtà imprenditoriali italiane.

Dall’advanced hmi alle wearable technologies

Il dizionario 4.0 contiene le parole di industria 4.0, utilizzati quindi dal linguaggio delle nuove tecnologie. Qualche esempio? Dalla advanced hmi, l’espressione che indica i dispositivi wearable (indossabili) e le interfacce uomo/macchina di ultima generazione, al bluetooth, dal cloud computing, la gestione remota di dati, al chatbot, un esempio di intelligenza artificiale (AI) che simula conversazioni umane in modo interattivo utilizzando frasi preimpostate. E ancora, da CRM (Customer Relationship Management), a cybersecurity, domotica, Internet of Things (IoT, Internet delle cose), IIoT (Industrial Internet of Things), Internet of Everything (Internet del tutto), NFC (Near Field Communication) fino alle wearable technologies, le tecnologie pensate per essere indossate da un corpo umano, che diviene il supporto naturale per farle funzionare.

I Digital Promoters al servizio degli imprenditori

E per gli imprenditori interessati alle nuove tecnologie di industria 4.0, ma che vogliano essere affiancati nel percorso digitale, sono in arrivo i Digital Promoters. Si tratta di esperti digitali che forniscono agli imprenditori un servizio di assistenza gratuita one-to-one. In primo luogo offrendo informazioni sui contributi per l’innovazione e il programma di incontri formativi ed eventi, oltre a garantire un assessment guidato per valutare la maturità digitale dell’impresa e tutte le indicazioni sui percorsi di digitalizzazione in chiave Impresa 4.0. Il tutto presso il Punto impresa Digitale della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Ma cos’è l’industria 4.0?

Se ne parla da tempo, ma cos’è esattamente l’industria 4.0? Secondo il dizionario 4.0 dal Punto Impresa Digitale è il nuovo modello di produzione e organizzazione del lavoro che porta l’automazione industriale più tradizionale verso una forma di integrazione digitale di tutte le sue componenti. La cosiddetta Quarta Rivoluzione Industriale, quindi, si basa sull’adozione di alcune tecnologie definite abilitanti che connettono sistemi fisici e digitali, l’analisi delle informazioni ricavate dalla Rete e una gestione più flessibile del ciclo produttivo.

Tristezza da autunno, non tutti ne soffrono

Autunno, cadono le foglie… e a molti cala anche l’umore. Saranno le giornate che iniziano ad accorciarsi, il clima che diventa più umido e piovoso, ma per molti noi è più facile “ammalarsi” di winter blues, la tristezza dei mesi più freddi. Secondo uno studio sulla depressione stagionale, o SAD (Seasonal Affective Disorder), però alcune persone possiedono una sorta di scudo contro questa forma di depressione stagionale. E in generale le donne sembrano adattarsi meglio ai fattori di stress ambientale rispetto agli uomini. Pare infatti che alcune persone riescano a evitare la depressione mantenendo, o addirittura aumentando, i livelli di serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore, per tutto l’anno. E questo accade, si legge su European Neuropsychopharmacology, anche se portatori di un gene che normalmente aprirebbe la strada al winter blues.

Colpa della mancanza di luce

Il disordine affettivo stagionale è causato proprio dalla mancanza di luce diurna, che porta ad un aumento della depressione durante l’inverno, specialmente nelle aree più lontane dall’equatore. Alcune ricerche hanno dimostrato che circa il 90% dei residenti di Copenaghen ne risentono, soffrendo di disturbi alimentari o del sonno. Sintomi clinici che con l’arrivo della primavera generalmente scompaiono.

“La luce del giorno è effettivamente un antidepressivo naturale”, spiega la ricercatrice  Brenda McMahon del Rigshospitalet di Copenaghen. Più giorni di luce impediscono quindi la rimozione di serotonina dal cervello.

Il gene della depressione

Gli scienziati, riporta Adnkronos, sostengono che il SAD è più comune nelle donne e nelle persone portatrici di un gene particolare (5-HTTLPR). Questa variante incide sulla rimozione del neurotrasmettitore dal cervello, tanto che la maggior parte dei farmaci anti-depressivi come il Prozac agisce rallentando proprio l’eliminazione della serotonina. Il team di Copenhagen guidato da Brenda McMahon ha condotto un studio su 23 giovani volontari con predisposizione genetica alla depressione, ma che, a sorpresa, facevano parte del 10% di danesi non condizionati dal cambio di stagione.

Le donne mantengono inalterati  i livelli di serotonina

I volontari sono stati sottoposto a scanner cerebrale (Pet) in estate, e poi per due volte in inverno, con l’obiettivo di osservare cosa accadeva alla serotonina. Gli studiosi hanno quindi riscontrato che il livello del trasportatore di serotonina diminuiva in media del 10% circa in inverno, con un calo maggiore nelle donne.

“Ma abbiamo anche notato – commenta McMahon – che alcuni tra i quali avrebbero dovuto sperimentare depressione stagionale, a causa della predisposizione genetica, erano comunque in grado di regolare la quantità di serotonina rimossa dal cervello, diventando più resistenti”. In particolare, le donne. Per loro i livelli di serotonina sono rimasti inalterati nel corso delle stagioni.

Facebook, anche il social network diventa un assistente da salotto?

Facebook si evolve ulteriormente e, dopo gli spazi dedicati alle notizie e ai cambiamenti che riguardano il posizionamento e la visualizzazione delle news postate da amici e contatti stretti, adesso vira verso altre soluzioni decisamente più smart. L’annuncio è di questi giorni: per ora si tratta di rumors, ma pare che il colosso di Marck Zuckerberg sia pronto a sfidare Amazon e Google sul terreno dei dispositivi che fanno da assistente ‘smart’ in salotto.

Cosa ha in cantiere Facebook e cosa dobbiamo aspettarci?

In base alle notizie riportate dalle maggiori agenzie di stampa, come l’Ansa, Facebook – che a oggi conta un patrimonio monster di circa due miliardi di utenti – starebbe mettendo a punto un display intelligente per consentire dalla poltrona di casa video chat e altre funzioni social. Come dicevamo, si tratta al momento di “chiacchiere” non confermate dal diretto interessato: l’indiscrezione è riportata dal sito Cheddar. In base alle anticipazioni, il nuovo dispositivo, che potrebbe essere battezzato Portal, dovrebbe essere svelato alla conferenza degli sviluppatori di maggio e lanciato sul mercato nella seconda metà dell’anno.

Facebook vuole ritornare nel mercato dell’hardware?

Per Facebook questo cambio di rotta significherebbe un passo importante nella direzione del segmento dell’hardware. A dirla tutta, il social si è già avvicinato a questo mondo per ben due volte: la prima con il tentativo, non andato a buon fine,  in collaborazione con il produttore di smartphone Htc e la seconda, che invece ha avuto successo, relativa allo sviluppo dei visori per la realtà virtuale Oculus. Con Portal la compagnia di Menlo Park entrerebbe in concorrenza diretta con Echo Show, l’altoparlante con display di Amazon, e gli altri dispositivi simili pronti al lancio ed equipaggiati dell’assistente virtuale di Google.

Portal, comandi vocali e accesso a un mondo di servizi online

A oggi, si conosce solo quello che è stato riportato in via non ufficiale. La nuova incursione nel campo di Facebook dovrebbe giocarsi sullo stesso terreno dei principali competitors. “Anche Portal si userà coi comandi vocali e, sempre secondo indiscrezioni, sarà equipaggiato con una fotocamera in grado di riconoscere volti e associarli agli account Facebook. Il dispositivo sarà inoltre la porta d’accesso per altri servizi online, come la musica in streaming di Spotify e la tv online di Netflix”. Aggiunge ancora Cheddar: “La compagnia starebbe ragionando su un prezzo non proprio economico di circa 500 dollari (il doppio dell’Echo Show di Amazon) ma la cifra potrebbe essere rivista al ribasso per spingere le vendite”.

Gli oli vegetali fanno bene al cuore. Ecco perché

Il responso arriva dall’Associazione dei cardiologi europei: gli oli e i condimenti spalmabili di origine vegetale sono preziosi alleati per ridurre i rischi cardiovascolari. Quindi, via libera ai grassi, purché siano buoni e sani: anche gli Stati Uniti hanno messo il semaforo verde a questo tipo di alimentazione.

Condire bene rende il cuore contento 

Il cuore beneficia non solo di un’alimentazione corretta, ma anche un certo modo di condire i cibi. Lo afferma testualmente il “Decalogo” sulla prevenzione dei disturbi cardiovascolari, che l’European Society of Cardiology (ESC), l’organizzazione dei cardiologi europei, ha rilanciato agli inizi di settembre. A rilevarlo è ASSITOL, l’Associazione italiana dell’industria olearia aderente a Confindustria. In concomitanza con il congresso europeo dell’organizzazione, svoltosi a Barcellona, i cardiologi hanno ribadito l’importanza di seguire regole precise nell’alimentazione, allo scopo di tutelare la salute cardiovascolare. Tra queste, si legge nell’elenco delle buone pratiche alimentari stilato dall’ESC, è fondamentale “impiegare oli vegetali ricchi di grassi polinsaturi e condimenti spalmabili”.

Si all’olio extravergine

L’indicazione, quindi, è forte e chiara, e premia la dieta mediterranea. Sì all’extravergine, agli oli di semi e ai condimenti spalmabili di ultima generazione, la cui formulazione si basa sui cosiddetti grassi buoni.

Non conta la percentuale, ma la tipologia

“L’attenzione non è più sulla percentuale di grassi all’interno della dieta, ma sulla loro tipologia. Ecco perché il condimento, comun denominatore tra le diverse pietanze, acquista una nuova centralità nell’alimentazione giornaliera e, secondo le indicazioni di importanti organizzazioni mediche come l’ESC, diventa essenziale per la salvaguardia del cuore” spiega Giuseppe Allocca, presidente del Gruppo condimenti spalmabili di ASSITOL. Inoltre i prodotti delle aziende italiane, riformulati per risultare più leggeri, sono veri e propri alimenti funzionali, con una composizione ricca di sostanze benefiche per l’organismo, come le vitamine, gli Omega 3 e gli Omega 6.

Via libera anche negli Usa

Così come i cardiologi d’Europa, che si sono espressi favorevolmente verso i condimenti di origine vegetale, anche i medici americani sono dello stesso avviso.  L’American Heart Association, in un articolo apparso su una nota rivista di settore, ha infatti pubblicato una serie di raccomandazioni che, prendendo in rassegna gli studi più recenti, fanno il punto sul rapporto tra il ruolo dei grassi nella dieta e i disturbi cardiovascolari. Esaminando numerose ricerche, effettuate negli ultimi anni su popolazioni diverse, è emerso con evidenza che la riduzione dei rischi cardiovascolari passa per l’introduzione, in quantità consistenti, di grassi mono e polinsaturi nel regime alimentare di tutti i giorni, controllando i grassi saturi che, tuttavia, non devono essere eliminati ma, al contrario, mantenuti nell’ambito di una dieta equilibrata. Questa indicazione, avvertono i cardiologi statunitensi, “si ripete in tutti i regimi dietetici salutari, come la Dieta mediterranea”.