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Tristezza da autunno, non tutti ne soffrono

Autunno, cadono le foglie… e a molti cala anche l’umore. Saranno le giornate che iniziano ad accorciarsi, il clima che diventa più umido e piovoso, ma per molti noi è più facile “ammalarsi” di winter blues, la tristezza dei mesi più freddi. Secondo uno studio sulla depressione stagionale, o SAD (Seasonal Affective Disorder), però alcune persone possiedono una sorta di scudo contro questa forma di depressione stagionale. E in generale le donne sembrano adattarsi meglio ai fattori di stress ambientale rispetto agli uomini. Pare infatti che alcune persone riescano a evitare la depressione mantenendo, o addirittura aumentando, i livelli di serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore, per tutto l’anno. E questo accade, si legge su European Neuropsychopharmacology, anche se portatori di un gene che normalmente aprirebbe la strada al winter blues.

Colpa della mancanza di luce

Il disordine affettivo stagionale è causato proprio dalla mancanza di luce diurna, che porta ad un aumento della depressione durante l’inverno, specialmente nelle aree più lontane dall’equatore. Alcune ricerche hanno dimostrato che circa il 90% dei residenti di Copenaghen ne risentono, soffrendo di disturbi alimentari o del sonno. Sintomi clinici che con l’arrivo della primavera generalmente scompaiono.

“La luce del giorno è effettivamente un antidepressivo naturale”, spiega la ricercatrice  Brenda McMahon del Rigshospitalet di Copenaghen. Più giorni di luce impediscono quindi la rimozione di serotonina dal cervello.

Il gene della depressione

Gli scienziati, riporta Adnkronos, sostengono che il SAD è più comune nelle donne e nelle persone portatrici di un gene particolare (5-HTTLPR). Questa variante incide sulla rimozione del neurotrasmettitore dal cervello, tanto che la maggior parte dei farmaci anti-depressivi come il Prozac agisce rallentando proprio l’eliminazione della serotonina. Il team di Copenhagen guidato da Brenda McMahon ha condotto un studio su 23 giovani volontari con predisposizione genetica alla depressione, ma che, a sorpresa, facevano parte del 10% di danesi non condizionati dal cambio di stagione.

Le donne mantengono inalterati  i livelli di serotonina

I volontari sono stati sottoposto a scanner cerebrale (Pet) in estate, e poi per due volte in inverno, con l’obiettivo di osservare cosa accadeva alla serotonina. Gli studiosi hanno quindi riscontrato che il livello del trasportatore di serotonina diminuiva in media del 10% circa in inverno, con un calo maggiore nelle donne.

“Ma abbiamo anche notato – commenta McMahon – che alcuni tra i quali avrebbero dovuto sperimentare depressione stagionale, a causa della predisposizione genetica, erano comunque in grado di regolare la quantità di serotonina rimossa dal cervello, diventando più resistenti”. In particolare, le donne. Per loro i livelli di serotonina sono rimasti inalterati nel corso delle stagioni.

Facebook, anche il social network diventa un assistente da salotto?

Facebook si evolve ulteriormente e, dopo gli spazi dedicati alle notizie e ai cambiamenti che riguardano il posizionamento e la visualizzazione delle news postate da amici e contatti stretti, adesso vira verso altre soluzioni decisamente più smart. L’annuncio è di questi giorni: per ora si tratta di rumors, ma pare che il colosso di Marck Zuckerberg sia pronto a sfidare Amazon e Google sul terreno dei dispositivi che fanno da assistente ‘smart’ in salotto.

Cosa ha in cantiere Facebook e cosa dobbiamo aspettarci?

In base alle notizie riportate dalle maggiori agenzie di stampa, come l’Ansa, Facebook – che a oggi conta un patrimonio monster di circa due miliardi di utenti – starebbe mettendo a punto un display intelligente per consentire dalla poltrona di casa video chat e altre funzioni social. Come dicevamo, si tratta al momento di “chiacchiere” non confermate dal diretto interessato: l’indiscrezione è riportata dal sito Cheddar. In base alle anticipazioni, il nuovo dispositivo, che potrebbe essere battezzato Portal, dovrebbe essere svelato alla conferenza degli sviluppatori di maggio e lanciato sul mercato nella seconda metà dell’anno.

Facebook vuole ritornare nel mercato dell’hardware?

Per Facebook questo cambio di rotta significherebbe un passo importante nella direzione del segmento dell’hardware. A dirla tutta, il social si è già avvicinato a questo mondo per ben due volte: la prima con il tentativo, non andato a buon fine,  in collaborazione con il produttore di smartphone Htc e la seconda, che invece ha avuto successo, relativa allo sviluppo dei visori per la realtà virtuale Oculus. Con Portal la compagnia di Menlo Park entrerebbe in concorrenza diretta con Echo Show, l’altoparlante con display di Amazon, e gli altri dispositivi simili pronti al lancio ed equipaggiati dell’assistente virtuale di Google.

Portal, comandi vocali e accesso a un mondo di servizi online

A oggi, si conosce solo quello che è stato riportato in via non ufficiale. La nuova incursione nel campo di Facebook dovrebbe giocarsi sullo stesso terreno dei principali competitors. “Anche Portal si userà coi comandi vocali e, sempre secondo indiscrezioni, sarà equipaggiato con una fotocamera in grado di riconoscere volti e associarli agli account Facebook. Il dispositivo sarà inoltre la porta d’accesso per altri servizi online, come la musica in streaming di Spotify e la tv online di Netflix”. Aggiunge ancora Cheddar: “La compagnia starebbe ragionando su un prezzo non proprio economico di circa 500 dollari (il doppio dell’Echo Show di Amazon) ma la cifra potrebbe essere rivista al ribasso per spingere le vendite”.

Gli oli vegetali fanno bene al cuore. Ecco perché

Il responso arriva dall’Associazione dei cardiologi europei: gli oli e i condimenti spalmabili di origine vegetale sono preziosi alleati per ridurre i rischi cardiovascolari. Quindi, via libera ai grassi, purché siano buoni e sani: anche gli Stati Uniti hanno messo il semaforo verde a questo tipo di alimentazione.

Condire bene rende il cuore contento 

Il cuore beneficia non solo di un’alimentazione corretta, ma anche un certo modo di condire i cibi. Lo afferma testualmente il “Decalogo” sulla prevenzione dei disturbi cardiovascolari, che l’European Society of Cardiology (ESC), l’organizzazione dei cardiologi europei, ha rilanciato agli inizi di settembre. A rilevarlo è ASSITOL, l’Associazione italiana dell’industria olearia aderente a Confindustria. In concomitanza con il congresso europeo dell’organizzazione, svoltosi a Barcellona, i cardiologi hanno ribadito l’importanza di seguire regole precise nell’alimentazione, allo scopo di tutelare la salute cardiovascolare. Tra queste, si legge nell’elenco delle buone pratiche alimentari stilato dall’ESC, è fondamentale “impiegare oli vegetali ricchi di grassi polinsaturi e condimenti spalmabili”.

Si all’olio extravergine

L’indicazione, quindi, è forte e chiara, e premia la dieta mediterranea. Sì all’extravergine, agli oli di semi e ai condimenti spalmabili di ultima generazione, la cui formulazione si basa sui cosiddetti grassi buoni.

Non conta la percentuale, ma la tipologia

“L’attenzione non è più sulla percentuale di grassi all’interno della dieta, ma sulla loro tipologia. Ecco perché il condimento, comun denominatore tra le diverse pietanze, acquista una nuova centralità nell’alimentazione giornaliera e, secondo le indicazioni di importanti organizzazioni mediche come l’ESC, diventa essenziale per la salvaguardia del cuore” spiega Giuseppe Allocca, presidente del Gruppo condimenti spalmabili di ASSITOL. Inoltre i prodotti delle aziende italiane, riformulati per risultare più leggeri, sono veri e propri alimenti funzionali, con una composizione ricca di sostanze benefiche per l’organismo, come le vitamine, gli Omega 3 e gli Omega 6.

Via libera anche negli Usa

Così come i cardiologi d’Europa, che si sono espressi favorevolmente verso i condimenti di origine vegetale, anche i medici americani sono dello stesso avviso.  L’American Heart Association, in un articolo apparso su una nota rivista di settore, ha infatti pubblicato una serie di raccomandazioni che, prendendo in rassegna gli studi più recenti, fanno il punto sul rapporto tra il ruolo dei grassi nella dieta e i disturbi cardiovascolari. Esaminando numerose ricerche, effettuate negli ultimi anni su popolazioni diverse, è emerso con evidenza che la riduzione dei rischi cardiovascolari passa per l’introduzione, in quantità consistenti, di grassi mono e polinsaturi nel regime alimentare di tutti i giorni, controllando i grassi saturi che, tuttavia, non devono essere eliminati ma, al contrario, mantenuti nell’ambito di una dieta equilibrata. Questa indicazione, avvertono i cardiologi statunitensi, “si ripete in tutti i regimi dietetici salutari, come la Dieta mediterranea”.