Archivio Mensile: luglio 2018

Istat: in 10 anni raddoppiato il numero di chi cerca lavoro

Negli ultimi 10 anni il numero di chi è in cerca di un’occupazione è raddoppiato, passando dai 1,5 milioni del 2007 ai 2,9 milioni dello scorso anno (+96,3%). Il tasso di disoccupazione è passato dal 6,1% all’11,2% (+5,1 punti percentuali), mentre l’occupazione è calata dal 45,8% al 44,2% (-1,6 punti percentuali).

In termini assoluti il numero di occupati è aumentato, passando da 22,9 milioni a 23 milioni (+0,6%). Tuttavia nello stesso periodo la forza lavoro è cresciuta in misura ben maggiore, da 24,4 milioni a 25,9 milioni, con un incremento del 6,4%.

ll tasso di disoccupazione rimane il quarto valore più alto tra i Paesi Ue28

I dati sono contenuti nelle tabelle dell’Istat ed elaborati dall’Adnkronos. A spingere verso l’alto il numero di persone in età lavorativa è anche l’aumento della popolazione over 15, che da 50 milioni è salito a 52 milioni, registrando un +4,1%.

Il tasso di disoccupazione, ricorda l’Istituto di statistica nel dossier Il mercato del lavoro: verso una lettura integrata 2017, ”rimane il quarto valore più alto tra i Paesi Ue28”. La distanza con l’Europa, si sottolinea nel rapporto, ”risente delle forti differenze territoriali presenti nel nostro Paese, accentuatesi ulteriormente con la crisi e anche nella fase di ripresa”.

Inoltre, se la crisi ha ampliato i divari territoriali, si osserva nel dossier, ”ha ridimensionato invece il divario di genere, colpendo soprattutto i settori di attività con maggiore presenza maschile”.

“L’elevato tasso di disoccupazione in parte è conseguenza della sensibile riattivazione dell’offerta di lavoro”

L’Istat spiega come l’elevato tasso di disoccupazione sia ‘ in parte conseguenza della sensibile riattivazione dell’offerta di lavoro, dovuta al ciclo favorevole”. Un aspetto interessante per valutare in modo più ampio il fenomeno si può avere confrontando i posti vacanti e la disoccupazione, da cui emerge ”un andamento coerente con quello che ci si aspetta dopo una contrazione economica: un aumento del tasso di posti vacanti”.

Dall’inizio degli anni ’90 a oggi l’età media delle forze lavoro è cresciuta

La ripresa della domanda di lavoro, si osserva, è condizionata da diversi fattori, tra cui ”spiccano i cambiamenti demografici”. Dall’inizio degli anni ’90 a oggi, l’età media delle forze lavoro è cresciuta di 2 anni in più rispetto all’incremento dell’età media della popolazione della stessa età.

”Il calo della quota dei 15-34enni sul totale delle forze di lavoro 15-69 anni è stato più sensibile rispetto a quello osservato sulla popolazione, mentre è stato più forte l’aumento di quello delle fasce dai 35 ai 54 anni e dai 55 ai 69 anni”, spiega ancora l’Istituto.

Imprese italiane, le più tassate d’Europa

Le imprese italiane sono le più tassate d’Europa. E versano al fisco 101,1 miliardi di euro l’anno, per un’incidenza del prelievo sul gettito fiscale totale del 14,1%. Solo l’Olanda (14,2%) ci supera. Lo rileva la Cgia di Mestre, sottolineando che rispetto ai nostri principali competitor scontiamo differenziali preoccupanti. Tutti, infatti, presentano un “sacrificio fiscale” nettamente inferiore al nostro. Sulle aziende tedesche, ad esempio, grava un prelievo sul gettito totale del 12,3%, sulle spagnole dell’11,6%, su quelle britanniche dell’11,4% e sulle francesi del 10,2%.

“Il deficit infrastrutturale grava sul sistema produttivo per 40 miliardi di euro”.

“Sebbene alle nostre imprese sia praticamente richiesto lo sforzo fiscale più oneroso d’Europa – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo – lo Stato continua a non agevolarne la crescita”. Secondo Zabeo il debito commerciale della nostra PA nei confronti dei propri fornitori è di 57 miliardi di euro, di cui una trentina ascrivibili ai ritardi nei pagamenti. “Il peso economico dell’inefficienza burocratica della macchina pubblica sulle Pmi – continua Zabeo – è di 31 miliardi, e il deficit infrastrutturale, sia materiale che immateriale, grava sul sistema produttivo per almeno 40 miliardi di euro”.

I segnali di ripresa si stanno affievolendo

L’Ufficio studi degli Artigiani di Mestre sottolinea inoltre che la priorità in Italia è la questione economica. I segnali di ripresa registrati in questi ultimi 2 anni si stanno affievolendo, e anche quest’anno la crescita sarà la più contenuta in tutta l’Ue. Per questo è necessario intervenire per abbassare le tasse, alleggerire l’oppressione burocratica, accelerare i pagamenti della PA e tornare a investire. In merito agli investimenti il Segretario della Cgia, Renato Mason, sottolinea che “pur essendo uno strumento intelligente, il piano 4.0, fortemente voluto dall’ex ministro Calenda, è stato tarato sulle esigenze delle medie e delle grandi aziende”.

“Il grado di complessità raggiunto dal fisco scoraggia la voglia di fare impresa”

Oltre ad avere un peso fiscale che rimane tra i più elevati tra i paesi più avanzati, la Cgia ricorda che è altrettanto inaccettabile che il grado di complessità raggiunto dal fisco scoraggi la libera iniziativa e la voglia di fare impresa. Non è nemmeno più rinviabile una riflessione sull’assetto della magistratura giudiziaria, riferisce Ansa. “Il nostro sistema fiscale  è costituito da tre attori: il legislatore, l’amministrazione finanziaria e la giustizia tributaria – sottolinea Zabeo -. Ora, nessuno mette in discussione l’indipendenza e l’imparzialità dei giudici tributari, sta di fatto che il problema esiste e nel contenzioso giuridico tra fisco e contribuente lo squilibrio c’è e, purtroppo, è a svantaggio di quest’ultimo”.